Se partite per Istanbul
In molti mi chiedete consigli di viaggio su istanbul.
Posso solo aggiungere una cosa a quanto già scritto in precedenza, al riguardo.
Portate con voi solo il cuore.
In valigia bastano poche cose. Un foulard, per le donne. Ma solo perché all'interno delle moschee è obbligatorio.
Per tutti, la macchina fotografica. Non usate i cellulari, le foto della città meritano ben altro.
Sarà lei a guidarvi negli scatti migliori.
Non c'è altro modo di viaggiare, se non quello di perdersi.
E istanbul p una città in cui perdersi è davvero magnifico.
La via dei sufi
"Da quando ho incontrato i sufi sulla mia via ho capito ce il viaggio è aspro, difficile, ma cintillante di promesse d'amore. Non sarei mai una buona discepola, io. Troppo impulisva, troppo emotiva per la stabilità. E anche troppo contraddittoria. Nell'universo spirituale dei sufi si diffonde l'odore della verità. Posso solo annusarlo, io, incapace di coglierne i fiori.
Ma è già bello sapere che c'è.
Ed è bello avere un amore da non possedere. Un amore lieve, ineffabile, che vive in uno spazio nascosto al quale, quando la vita mi sgualcisce, mi piega e mi strapazza, posso sempre tornare. E' il brivido solitario di una speranza appena intuita, un sospiro breve poggiato su una fantasia.
Il fuoco che brucia nel cuore dei sufi è troppo pitente per me, la mia fiamma è simile piuttosto a quella di un cerino: timida, minuscola, fragile. Ma so che quel fuoco c'è.
"Gli atomi danzano. Le anime, perse nell'estasi, danzano. All'orecchio, ti dirò, dove la sua danza le conduce.
Tutti gli atomi nell'aria e nel deserto lo sentono bene,come se fossero inebriati. Ogni atomo, felice o miserabile, è innamorato del Sole di cui nulla può essere detto".
Un giorno, forse, danzerò anche io.
(estratto da La mia Istanbul)
Istanbul e gli scrittori: Virginia Woolf a Costantinopoli III
Fra tutte le cerimonie, quella dell'addio è la più gravosa per l'umore; e il compito non è certo semplice quando si dice addio a una città e non a una persona. Bisognerebbe essere capaci di dire qualcosa di adatto all'occasione; e se la mia lingua fosse più raffinata penso che potrei dire molto in ogni caso, che colpisca nel segno o meno.
Adesso per esempio c'è l'enigma i Santa Sofia. Perché è la chiesa più criptica d'Europa? Perché diventa sempre più bella e misteriosa via via che la si conosce, o che se ne conosce l'involucro?
Istanbul e gli scrittori: Virginia Woolf a Costantinopoli II
Il terzo o il quarto giorno giorno è bene mancare a tutti gli obblighi, in modo da potersi perdere nei bassifondi sconosciuti. Qui anche uno straniero e un turista possono imbattersi in luoghi che non sanno nemmeno di esistere; e poi per la prima volta Costantinopoli diventa una vera città in carne e ossa.
Abbiamo seguito molto attentamente quella parte del programma che consiste nel perdersi; e abbiamo avuto il piacere di percorrere strade che non portavano da nessuna parte, solo perché ci è capitato di trovarci sul loro cammino. Ora, nei sobborghi di ostantinopoli scorre ancora viva gran parte dell'Oriente Meravuglioso; c'era una vite legata da un lato all'altro della strada in cui si riversava una variegata fiumana di fez rossi, turbanti, yashmak e riispettabilità europea, come turbolente acque delle Higlands.
Volevamo trovare un Bazar, o meglio in Grande Bazar, e a suo tempo, dopo esserci mescolati a tutta questa vita indaffarata e allegra, abiamo trovato rifugio in un alveare di piccoli negozi, costruito sotto un unico tetto e sudiviso in strade e vicoli alla maniera di una città fatta di case.
Per comprare, è necessario avere a disposizione un tempo infinito, e un'infinta doppiezza.
Le sete erano un disastro, orribili, in Inghilterra si potrebbero comprare a metà prezzo, eppure restava il fatto, spiegalo come vuoi, che volevamo comprare, ed eravamo genersomante disposti a pagare la somma di 4 piastre per un puntiglio.
Il signore aveva sentito bene? C'era qualcuno che avrebbe potuto fare seriamente un'offerta simile? In albergo c'erano delle signore che volevano comprare, ma un prezzo simile le avrebbe sbalordite. Qualcosa del genere è stato tradottoin francese, e poi in turco, e a intervalli di 15 minuti il prezzo veniva abbassato di una piastra; finché il processo di riduzione non ha più potuto essere portato avanti senza intaccare quei due soldi di profitto che rimanevano, e senza farci arrivare ancora più in ritardo per il tè. Ma ho pocho dubbi sul fatto che il negoziante avesse ragione a sorridere sopra la sigaretta paffuta.
(fine parte II)
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